Proposta FACI contratto 2014-2016

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I SACRISTI

ADDETTI AL CULTO DIPENDENTI DA ENTI ECCLESIASTICI 2014-2016

 

Art. 1 – Definizione

 

  1. Ai fini della presente normativa si definisce sacrista il lavoratore in possesso di piena capacità lavorativa, che:
  2. esercita il servizio liturgico nel preparare le sacre funzioni liturgiche e gli altri incontri della comunità cristiana che si tengono nella chiesa preparando diligentemente i libri liturgici, le vesti liturgiche e le altre cose che sono necessarie per la celebrazione della Messa (ordinamento Generale del Messale Romano Italiano – ministeri particolari) e degli altri Riti;
  3. presta la sua opera nei luoghi sacri, occupandosi di:-
  • Provvedere alla custodia della chiesa, degli arredi e delle suppellettili sacre;
  • Attendere alle attività che si svolgono all’interno della chiesa;
  • Occuparsi della pulizia ordinaria e, in misura proporzionata ai mezzi di cui dispone, anche straordinaria, della Chiesa, della Sacrestia, del sagrato e delle altre pertinenze;
  • Adempiere altre mansioni compatibili con il suo profilo professionale indicate nella lettera di assunzione.

2. I sacristi sono inquadrati in due categorie, a seconda del tempo di lavoro prestato:

Gruppo A: Sacristi occupati per un monte ore non superiore a 40 ore settimanali a servizio di una chiesa o eventualmente di più chiese dipendenti da un unico datore di lavoro.

Gruppo B: Sacristi occupati a tempo parziale per un monte ore non inferiore a dieci ore settimanali.

 

Art. 2 – Assunzione e periodo di prova

1. L’assunzione del sacrista è effettuata dal legale rappresentante dell’ente ecclesiastico titolare dell’officiatura del culto della chiesa, nel rispetto delle norme di legge sia civili che canoniche.

2. Fermi restando gli obblighi di legge circa l’assunzione, il periodo di prova non può avere durata superiore a mesi tre.

3. Terminato il periodo di prova, il sacrista si intende confermato a tempo indeterminato e detto periodo viene considerato a tutti gli effetti contrattuali.

4. Nel caso di mancata conferma, al sacrista sarà corrisposto il compenso per il periodo di lavoro prestato e quanto dovuto per norma di legge e tenendo anche conto della disciplina canonica.

 

 

 

 

Art. 3 – Retribuzione

Il minimo contrattuale mensile del sacrista è stabilito in € 1260,00 per l’anno 2014 € 1280,00 per l’anno 2015 e € 1300,00 per l’anno 2016, comprensivo dell’ex indennità di contingenza.

Gli importi suindicati sono lordi e soggetti a ritenute fiscali e previdenziali come di legge, salvo i diritti acquisiti.

2. Per i sacristi di cui al Gruppo B dell’art. 1, comma 2, la retribuzione viene determinata proporzionalmente in base all’effettivo orario di lavoro.

3. Sono previsti scatti di anzianità biennali, di importo pari a Euro 15,00 per i lavoratori con anzianità di servizio pari o inferiore a dieci anni e di importo pari a Euro 25,00 per i lavoratori con anzianità superiore a dieci anni .

4. Ai fini del calcolo della retribuzione, quanto stabilito nel presente contratto entra in vigore il 1° gennaio 2014.

 

Art. 4 – Orario di lavoro

1.L’orario di lavoro ordinario è di 40 ore settimanali, di norma distribuite in 5 giorni da 8 ore con conseguente riposo settimanale di 2 giorni, anche non consecutivi.

2. L’orario di lavoro giornaliero è concordato con il datore di lavoro.

3. Ai sacristi che hanno orario di lavoro continuativo spetta mezz’ora di pausa non retribuita a metà del turno lavorativo.

 

Art. 5 – Lavoro straordinario

L’eventuale lavoro straordinario deve essere preventivamente richiesto dal datore di lavoro.

Il lavoro straordinario è retribuito con le maggiorazioni da calcolarsi proporzionalmente sulla base della retribuzione oraria (=1/190 del minimo contrattuale mensile) e comunque secondo le seguenti maggiorazioni:

– Straordinario feriale diurno: retribuzione oraria maggiorata del 20%;

– Straordinario feriale notturno (dalle 22 alle 6): retribuzione oraria maggiorata del 30%.

– Straordinario festivo (come da elenco delle festività di cui all’art.7 ) diurno: retribuzione oraria maggiorata del 30%

– Straordinario festivo notturno (dalle 22 alle ore 6): retribuzione oraria maggiorata del 50 % e comunque senza superamento del monte ore stabilito dalla legge.

 

Art. 6 – Riposo settimanale

  1. Il sacrista ha diritto a 2 giorni di riposo settimanale, concordati con il datore di lavoro, anche non consecutivi.
  2. Il lavoro svolto in giorno di domenica viene retribuito con la paga oraria ordinaria, non intendendosi la domenica quale giorno festivo.

 

Art. 7 – Festività

1. Sono considerati festivi i seguenti giorni:

– il primo gennaio;

– il 6 gennaio – Epifania del Signore;

– il 25 aprile – Ricorrenza della Liberazione;

– il lunedì dopo Pasqua;

– il 1° maggio – Festa del Lavoro;

– il 2 giugno – Fondazione della Repubblica;

– il 15 agosto – Assunzione di Maria Vergine;

– il 1° novembre – Ognissanti;

– l’8 dicembre – Immacolata Concezione;

– il 25 dicembre – Natale del Signore;

– il 26 dicembre – S. Stefano;

– la festa del Santo patrono del luogo.

 

Art. 8 – Gratifica

  1. Alla data del 15 dicembre, al sacrista verrà corrisposta una mensilità nella misura stabilita dalla legge.
  2. In caso di prestazione di lavoro inferiore a un anno, la 13^ mensilità viene calcolata in dodicesimi, corrispondendo un dodicesimo di retribuzione per ogni mese di prestazione o frazione di mese superiore ai quindici giorni.

 

Art. 9 – Ferie

1. Al sacrista, dopo un anno di ininterrotto lavoro, spetta un periodo di ferie pari a 26 giorni lavorativi, più 4 giorni in corrispettivo delle festività soppresse, con la regolare corresponsione della retribuzione.

2. A chi non ha raggiunto dodici mesi di anzianità di servizio vengono riconosciuti tanti dodicesimi di ferie annuali e di festività soppresse quanti sono i mesi di servizio, conteggiando come interi le frazioni di mese superiori ai quindici giorni.

3. Le ferie possono essere godute al massimo in due distinti periodi annui.

4. I periodi di godimento delle ferie sono concordati fra le parti, con riguardo alle esigenze del lavoro.

5. In nessun caso possono essere concesse ferie tra il 20 dicembre e il 7 gennaio, durante la Settimana Santa ed in occasione della festa del Patrono.

 

 

 

 

Art. 10 – Congedi

  1. In caso di matrimonio, è concesso al sacrista un permesso retribuito di 15 giorni consecutivi.
  2. In caso di decesso di un parente fino al secondo grado, è concesso al sacrista un permesso retribuito di tre giorni all’anno, ai sensi della legge 8 marzo 2000, n. 53.
  3. per gravi motivi personali potrà essere concesso, a discrezione del datore di lavoro, un periodo di aspettativa non retribuita, non superiore a tre mesi e comunque non ripetibile nell’arco dei tre anni.
  4. Per ciascun anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) sono riconosciute:
  5. al presidente nazionale e a 2 membri della giunta nazionale fino ad un massimo di 24 ore non retribuite per la partecipazione alle attività istituzionali dell’associazione;
  6. ai membri dell’associazione è riconosciuta una giornata non retribuita per la partecipazione agli incontri associativi.

 

Art. 11 – Aggiornamento professionale e ritiri spirituali

  1. Al sacrista sono riconosciuti cinque giorni, anche non consecutivi, per la partecipazione a ritiri spirituali e a corsi di aggiornamento liturgico o professionale, sia nazionali sia locali.
  2. La mancata utilizzazione di detti giorni, in tutto o in parte, non dà diritto ad alcuna indennità sostitutiva.

 

Art. 12 – Malattia o Infortunio

1. In caso di malattia o infortunio il sacrista percepirà l’integrazione economica del trattamento erogato dall’istituto previdenziale assicurativo o mutualistico, come previsto dalle normative vigenti.

2. Il datore di lavoro assicura al sacrista l’integrazione economica del trattamento erogato dagli istituti assicurativi preposti fino al 100% della retribuzione di fatto corrisposta per il periodo massimo di sei mesi.

3. Trascorso il periodo di comporto di sei mesi, il rapporto di lavoro potrà essere risolto definitivamente, con diritto del sacrista a ogni sua competenza.

4. Il sacrista ha l’obbligo di dare immediata comunicazione della malattia al datore di lavoro.

5. Il sacrista è tenuto a consegnare o inviare con raccomandata con avviso di ricevimento al datore di lavoro il certificato medico relativo alla malattia o all’infortunio entro due giorni dal rilascio.

6. Qualora il sacrista non si presenti sul posto di lavoro alla data indicata dal certificato medico, il datore di lavoro è esonerato dall’obbligo della conservazione del posto e il dipendente viene considerato dimissionario, restando a suo carico l’indennità di mancato preavviso.

 

Art. 13 Risoluzione del rapporto di lavoro e controversie.

La risoluzione del rapporto di lavoro segue la disciplina civilistica anche in relazione al Foro competente, salvo, ove previsto dalle parti, il previo ricorso alla procedura arbitrale con i rispettivi rappresentanti Faci e Fiudac.

 

Art. 14 – Preavviso di licenziamento

1. Salvo condizioni di miglior favore, il rapporto di lavoro può essere risolto dalle parti con preavviso scritto di 15 gg (per i casi di anzianità fino a cinque anni) e di 30 gg (per i casi di anzianità oltre i cinque anni) inviato con raccomandata a.r..

2. In caso di mancato preavviso, l’inadempiente è tenuto a risarcire la controparte con un’indennità pari a quella del mancato preavviso.

 

Art. 15 – Indennità di licenziamento

1. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, al sacrista verrà corrisposta un’indennità pari ad una mensilità per anno di servizio come per legge.

2. Per l’anno di anzianità di servizio non compiuto, si farà luogo alla corresponsione di tanti dodicesimi quanti sono i mesi compiuti, considerando come mese intero la frazione superiore a 15 giorni.

3. Qualora il dipendente che conclude il rapporto di lavoro fruisca di alloggio, in forza dell’art. 659 del codice di procedura civile è tenuto a riconsegnarlo entro un mese dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

4. nel caso previsto dal comma precedente, l’indennità di anzianità è corrisposta contestualmente alla riconsegna dell’alloggio libero di persone e di cose.

 

Art. 16 – Norme disciplinari

1. Considerata la natura peculiare dell’attività svolta dal sacrista e del luogo sacro dove essa di norma si svolge, il sacrista è tenuto oltre che a prestare la sua opera con dovuta diligenza, secondo necessità ed eseguendo le direttive date, anche a mantenere un ottimo comportamento sotto tutti gli aspetti: morale, religioso, civile.

Sono considerati atti gravi che danno luogo alla risoluzione immediata del rapporto di lavoro per giusta causa:

– la violazione della riservatezza legata all’attività pastorale e al ministero sacro svolto nella chiesa mediante la diffusione di notizie conosciute in ragione del servizio;

– motivi o circostanze gravi e comprovate che rendano impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.

2. In caso di altre gravi mancanze e infrazioni, il sacrista potrà incorrere nelle sanzioni di richiamo e sospensione, fino al licenziamento.

 

Art. 17 – Condizione di miglior favore

Sono fatte salve le condizioni di miglior favore, individuali o locali

 

 

 

 

Art. 18 – Scadenza del contratto

Il presente contratto decorre dal 1° gennaio 2014 e scade il 31 dicembre 2016 e si intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno, salvo disdetta di una delle parti contraenti inviata mediante raccomandata con avviso di ricevimento almeno tre mesi prima della scadenza.

 

Art. 19- Clausola di rinvio.

Per tutto quanto non previsto nella presente contrattazione collettiva le parti fanno espresso e formale rinvio alla legge italiana ed alle specifiche normative di settore da intendersi integrative ma non sostitutive.

 

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