Proposta FIUDAC/s 2014-2016

Proposta FIUDAC/s di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i sacristi addetti al culto dipendenti da enti ecclesiastici 2014-2016

 

La FIUDAC/S ritiene indispensabile che nel rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro venga valorizzato lo specifico ministero riconosciuto al sacrista nell’ambito della comunità parrocchiale in cui è inserito e di cui membro attivo.

Oltre all’aspetto più ovvio e immediato del servizio del sacrista (custodire gli spazi celebrativi, aprire, chiudere, controllare l’edificio materiale), vorremmo evidenziare la collaborazione nella celebrazione liturgica, nel predisporre tutto ciò che attiene al corretto svolgimento della celebrazione, nel rapporto con i fedeli e con tutti i membri della parrocchia, che spesso, nel sacrista, incontrano il più vicino rappresentante della comunità ecclesiale.

L’aspetto più propriamente contrattuale, in sintesi, riguarda:

  1. richiesta di incremento retributivo, come da tabella seguente

2014: € 1300,00

2015: € 1350,00

2016: € 1400,00

  1. distribuzione dell’orario di lavoro settimanale di 44 ore, su 5,5 giorni settimanali (5 giorni da 8 ore, 1 giorno da 4), con conseguente riposo settimanale di 1,5 giorni, anche non consecutivi e fatte salve le condizioni di miglior favore e le intese individuali/locali;
  2. riconoscimento per le prestazioni lavorative nelle giornate domenicali di un “bonus” lordo di € 30,00, senza alcun effetto sugli istituti indiretti e differiti né sul TFR, per sottolineare la “specialità” della domenica ;
  3. istituzione di un premio pasquale lordo, non valido ad alcun effetto sugli istituti contrattuali indiretti e differiti né sul TFR, di € 1.200, calcolato in ragione d’anno (1° gennaio-31 dicembre), da erogarsi nella settimana successiva alla Pasqua ;
  4. indicazione che il riposo settimanale potrà, occasionalmente, coincidere con la domenica, se concordato a livello individuale, senza riflessi negativi sulle celebrazioni;
  5. indicazione che il calendario feriale venga concordato entro il 30 aprile di ciascun anno ;
  6. inserimento di clausole di informazione preventiva in caso di risoluzione del rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo;
  7. adesione al fondo di previdenza integrativa Fon.te e clausole operative connesse
  8. sottoscrizione della procedura per il versamento della trattenuta volontaria, per la partecipazione alle spese di rinnovo contrattuale;
  9. riconoscimento erga omnes del CCNL.

 

In allegato, la proposta di testo del nuovo CCLN, con evidenziate, in grassetto, le modifiche richieste.

 

 

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I SACRISTI ADDETTI AL CULTO DIPENDENTI DA ENTI ECCLESIASTICI 2014-2016

 

Art. 1 – Definizione

 

  1. Ai fini della presente normativa si definisce sacrista il lavoratore in possesso di piena capacità lavorativa, che:
  2. esercita il servizio liturgico nel preparare le sacre funzioni liturgiche e gli altri incontri della comunità cristiana che si tengono nella chiesa preparando diligentemente i libri liturgici, le vesti liturgiche e le altre cose che sono necessarie per la celebrazione della Messa (ordinamento Generale del Messale Romano Italiano – ministeri particolari) e degli altri Riti;
  3. presta la sua opera nei luoghi sacri, occupandosi di:-
  • Provvedere alla custodia della chiesa, degli arredi e delle suppellettili sacre;
  • Attendere alle attività che si svolgono all’interno della chiesa;
  • Occuparsi della pulizia ordinaria e, in misura proporzionata ai mezzi di cui dispone, anche straordinaria, della Chiesa, della Sacrestia, del sagrato e delle altre pertinenze;
  • Adempiere altre mansioni compatibili con il suo profilo professionale indicate nella lettera di assunzione.

2. I sacristi sono inquadrati in due categorie, a seconda del tempo di lavoro prestato:

Gruppo A: Sacristi occupati a tempo pieno a servizio di una chiesa o eventualmente di più chiese dipendenti da un unico datore di lavoro.

Gruppo B: Sacristi occupati a tempo parziale per un monte ore non inferiore a dieci ore settimanali.

 

Art. 2 – Assunzione e periodo di prova

1. L’assunzione del sacrista è effettuata dal legale rappresentante dell’ente ecclesiastico titolare dell’officiatura del culto della chiesa, nel rispetto delle norme di legge.

2. Fermi restando gli obblighi di legge circa l’assunzione, il periodo di prova non può avere durata superiore a mesi tre.

3. Terminato il periodo di prova, il sacrista si intende confermato a tempo indeterminato e detto periodo viene considerato a tutti gli effetti contrattuali.

4. Nel caso di mancata conferma, al sacrista sarà corrisposto il compenso per il periodo di lavoro prestato e quanto dovuto per norma di legge.

 

Art. 3 – Retribuzione

1. La retribuzione Il minimo contrattuale mensile del sacrista è stabilitao in € 1300,00 per l’anno 2014 € 1350,00 per l’anno 2015 e € 1400,00:per l’anno 2016, comprensivio dell’ex indennità di contingenza.

2. Per i sacristi di cui al Gruppo B dell’art. 1, comma 2, la retribuzione viene determinata in base all’effettivo orario di lavoro, calcolando la paga retribuzione oraria nella misura di 1/190 della retribuzione mensile.

3. Sono previsti scatti di anzianità, sino al massimo di dieci scatti triennali.

4. Gli scatti di anzianità decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si compie il triennio di anzianità e sono calcolati nella misura del 4% della paga retribuzione globale lorda mensilizzata, senza ricalcolo di quelli precedentemente maturati e già in godimento.

5. Ai fini del calcolo della retribuzione, quanto stabilito nel presente contratto entra in vigore il 1° gennaio 20114.

 

Art. 4 – Orario di lavoro

1.L’orario di lavoro ordinario è di 44 ore settimanali, di norma distribuite in sei giornate 5,5 giorni (5 giorni da 8 ore ed 1 da 4 ore)con conseguente riposo settimanale di 1,5 giorni, anche non consecutivi e fatte salve le condizioni di miglior favore e le intese individuali/locali.

2. L’orario di lavoro giornaliero è concordato con il datore di lavoro.

3. Ai sacristi che hanno orario di lavoro continuativo spetta mezz’ora di pausa non retribuita a metà del turno lavorativo.

4. L’eventuale lavoro straordinario deve essere preventivamente autorizzato dal datore di lavoro.

 

Art. 5 – Lavoro straordinario

L’eventuale lavoro straordinario deve essere preventivamente autorizzato dal datore di lavoro.

Il lavoro straordinario è retribuito con le seguenti maggiorazioni sulla paga retribuzione oraria (=1/190della

retribuzione minimo contrattuale mensile):

– Straordinario feriale diurno: paga retribuzione oraria maggiorata del 20%;

– Straordinario feriale notturno (dalle 22 alle 6): paga retribuzione oraria maggiorata del 30%.

– Straordinario festivo diurno: paga retribuzione oraria maggiorata del 30%

– Straordinario festivo notturno (dalle 22 alle ore 6): paga retribuzione oraria maggiorata del 50 %

 

Art. 6 – Riposo settimanale

  1. Il sacrista ha diritto a un’intera giornata 1,5 giorni di riposo settimanale, concordatai con il datore di lavoro, anche non consecutivi e fatte salve le condizioni di miglior favore e le intese individuali/locali generalmente non coincidente con la domenica e le altre festività religiose.
  2. Il riposo potrà occasionalmente coincidere con la domenica, senza riflessi negativi sulle celebrazioni
  3. Il lavoro svolto in giorno di domenica e nelle altre festività religiose viene retribuito con la paga oraria ordinaria, salvo quando disposto all’art. 7, comma 2.
  4. per ogni giornata domenicale in cui viene prestata attività lavorativa superiore a 6 ore verrà riconosciuto un “bonus” lordo di € 30,00, senza alcun effetto sugli istituti indiretti e differiti né sul TFR.

Art. 7 – Festività

1. Sono considerati festivi i seguenti giorni:

– il primo giorno dell’anno;

– il 6 gennaio – Epifania del Signore;

– il 25 aprile – Ricorrenza della Liberazione;

– il lunedì dopo Pasqua;

– il 1° maggio – Festa del Lavoro;

– il 2 giugno – Fondazione della Repubblica;

– il 15 agosto – Assunzione di Maria Vergine;

– il 1° novembre – Ognissanti;

– l’8 dicembre – Immacolata Concezione;

– il 25 dicembre – Natale del Signore;

– il 26 dicembre – S. Stefano;

– la festa del Santo patrono del luogo.

2. Qualora il sacrista per esigenze di servizio non possa godere di tali festività, ha diritto a un’indennità pari alla retribuzione giornaliera di ad 1/26 della retribuzione globale lorda mensile maggiorata del 30%.

Art. 8 – Gratificahe

  1. Alla data del 15 dicembre, al sacrista verrà corrisposta una mensilità pari alla sua normale retribuzione (13^ mensilità).
  2. Alla data del 15 giugno, al sacrista verrà corrisposta una mensilità pari alla sua normale retribuzione (14 mensilità).
  3. Nella settimana successiva alla Pasqua verrà corrisposto un premio lordo di € 1200, 00 in ragione d’anno, non valido ad alcun effetto su alcun istituto contrattuale né sul TFR
  4. In caso di prestazione di lavoro inferiore a un anno, la 13^ e la 14^ mensilità ed il premio pasquale di cui al punto 3 del presente articolo sono calcolate in dodicesimi, corrispondendo un dodicesimo di retribuzione per ogni mese di prestazione o frazione di mese superiore ai quindici giorni.

 

 

Art. 9 – Ferie

1. Al sacrista, dopo un anno di ininterrotto lavoro, spetta un periodo di ferie pari a 26 giorni lavorativi, più 4 giorni in corrispettivo delle festività soppresse (cf. legge 5 marzo 1977, n. 54), con la regolare corresponsione della retribuzione.

2. A chi non ha raggiunto dodici mesi di anzianità di servizio vengono riconosciuti tanti dodicesimi di ferie annuali e di festività soppresse quanti sono i mesi di servizio, conteggiando come interi le frazioni di mese superiori ai quindici giorni.

3. Le ferie possono essere godute al massimo in due distinti periodi annui.

4. I periodi di godimento delle ferie sono concordati fra le parti, con riguardo alle esigenze del lavoro e del sacrista, entro il 31 gennaio 30 aprile di ciascun anno.

5. In nessun caso possono essere concesse ferie tra il 20 dicembre e il 7 gennaio e durante la Settimana Santa.

 

Art. 10 – Congedi

  1. In caso di matrimonio, è concesso al sacrista un permesso retribuito di 15 giorni consecutivi.
  2. In caso di decesso di un parente fino al secondo grado, è concesso al sacrista un permesso retribuito di tre giorni all’anno, ai sensi della legge 8 marzo 2000, n. 53.
  3. per gravi motivi personali potrà essere concesso, a discrezione del datore di lavoro, un periodo di aspettativa non retribuita, non superiore a tre mesi e valido unicamente ai fini della maturazione degli scatti di anzianità.
  4. Per ciascun anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) sono riconosciute:
  5. al presidente nazionale e a 2 membri della giunta nazionale fino ad un massimo di 24 ore non retribuite per la partecipazione alle attività istituzionali dell’associazione;
  6. ai membri dell’associazione è riconosciuta una giornata non retribuita per la partecipazione agli incontri associativi.

 

Art. 11 – Aggiornamento professionale e ritiri spirituali

  1. Al sacrista sono riconosciuti dieci giorni, anche non consecutivi, per la partecipazione a ritiri spirituali e a corsi di aggiornamento liturgico o professionale, sia nazionali sia locali, con il rimborso delle spese vive effettivamente sostenute e documentate.
  2. La mancata utilizzazione di detti giorni, in tutto o in parte, non dà diritto ad alcuna indennità sostitutiva.

 

Art. 12 – Malattia o Infortunio

1. In caso di malattia o infortunio il sacrista percepirà l’integrazione economica del trattamento erogato dall’istituto previdenze assicurativo o mutualistico, come previsto dalle normative vigenti.

2. Il datore di lavoro assicura al sacrista l’integrazione economica del trattamento erogato dagli istituti assicurativi preposti fino al 100% della retribuzione di fatto corrisposta per il periodo massimo di sei mesi.

3. Trascorso il periodo di comporto di sei mesi, il rapporto di lavoro potrà essere risolto definitivamente, con diritto del sacrista a ogni sua competenza, compresa l’indennità sostitutiva di preavviso.

4. Il sacrista ha l’obbligo di dare immediata comunicazione della malattia al datore di lavoro, salvo il caso di giustificato e comprovato impedimento.

5. Il sacrista è tenuto a consegnare o inviare con raccomandata con avviso di ricevimento al datore di lavoro il certificato medico relativo alla malattia o all’infortunio entro due giorni dal rilascio.

6. Qualora il sacrista non si presenti sul posto di lavoro alla data indicata dal certificato medico, il datore di lavoro è esonerato dall’obbligo della conservazione del posto e il dipendente viene considerato dimissionario, restando a suo carico l’indennità di mancato preavviso.

 

Art. 13 Risoluzione del rapporto di lavoro

Il datore di lavoro, che intenda risolvere il rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo e sempreché non si applichino le tutele previste dalle norme in vigore, darà preventiva informazione, scritta e motivata, all’Incaricato della FACI ed al Presidente dell’Unione Diocesana competente per territorio, o in loro assenza ai Presidenti Nazionali di FACI e FIUDAC/S, per l’avvio di una verifica congiunta sulle possibilità di mantenere in essere il rapporto di lavoro; la verifica dovrà concludersi entro e non oltre i 10 giorni lavorativi immediatamente successivi alla comunicazione di cui sopra, con un verbale sottoscritto da tutte le parti (datore di lavoro, lavoratore, Incaricato FACI e Presidente Unione Diocesana o Presidenti Nazionali); nel corso della verifica non potrà essere comminato alcun provvedimento disciplinare; il licenziamento verrà disposto solo dopo il termine della verifica, se non saranno state condivise altre alternative conservative.

Art. 134 – Preavviso di licenziamento

1. Salvo condizioni di miglior favore, il rapporto di lavoro può essere risolto dalle parti con preavviso scritto di mesi due inviato con raccomandata.

2. Durante il periodo di preavviso, i sacristi di cui al Gruppo A dell’art. 1. comma 2, hanno diritto alla libertà necessaria (in media tre ore al giorno) per la ricerca di altra occupazione, compatibilmente con le esigenze di servizio e senza alcuna trattenuta sullo stipendio. Tale diritto non si esercita nel caso di dimissioni volontarie.

3. In caso di mancato preavviso, l’inadempiente è tenuto a risarcire la controparte con un’indennità pari alla retribuzione di fatto di due mesi.

 

 

Art. 145 – Indennità di licenziamento

1. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, al sacrista verrà corrisposta un’indennità pari a venti giorni per anno di servizio, per il periodo fino al 31 dicembre 1974, e nella misura di una mensilità per anno di servizio, per il periodo che decorre dal 1° gennaio 1975.

2. Detta indennità, maggiorata del rateo della tredicesima mensilità, si calcola sulla paga base, sugli eventuali scatti di anzianità, e, per il periodo fino al 31 maggio 1982, sull’indennità di contingenza in vigore al 31 gennaio 1977 (pari a lire 53.082). A partire da tale data, il calcolo deve essere effettuato con i criteri dettati dalla legge 29 maggio 1982, n. 297, con riferimento alla sola paga base.

3. Per l’anno di anzianità di servizio non compiuto, si farà luogo alla corresponsione di tanti dodicesimi quanti sono i mesi compiuti, considerando come mese intero la frazione superiore a 15 giorni.

4. Il datore di lavoro avrà cura di accantonare l’indennità di anzianità maturata, stipulando eventualmente una polizza con una compagnia di assicurazione di fiducia delle parti.

5. Qualora il dipendente che conclude il rapporto di lavoro fruisca di alloggio, in forza dell’art. 659 del codice di procedura civile è tenuto a riconsegnarlo entro un mese dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

6. nel caso previsto dal comma precedente, l’indennità di anzianità è corrisposta contestualmente alla riconsegna dell’alloggio libero di persone e di cose.

 

Art. 156 – Controversie di lavoro

1. Le eventuali controversie circa l’applicazione del presente contratto, prima di far corso a un’eventuale azione giudiziaria, devono essere demandate al concorde arbitrato dell’incaricato Presidente dell’Unione Diocesana Addetti al Culto e del Presidente o incaricato diocesano della FACI, che potranno farsi assistere da consulenti da loro prescelti e dovranno esprimersi entro 10 giorni lavorativi.

2. In mancanza dell’accordo di cui al comma 1 del presente articolo, potrà essere esperito il tentativo di conciliazione presso l’Ufficio Provinciale di Lavoro competente per territorio (cf. legge 11 agosto 1973, n. 533).

 

Art. 167 – Norme disciplinari

1. Considerata la natura peculiare dell’attività svolta dal sacrista e del luogo sacro dove essa di norma si svolge, il sacrista è tenuto oltre che a prestare la sua opera con dovuta diligenza, secondo necessità ed eseguendo le direttive date, anche a mantenere un ottimo comportamento sotto tutti gli aspetti: morale, religioso, civile.

Sono considerati atti gravi che danno luogo alla risoluzione immediata del contratto rapporto di lavoro per giusto motivo giusta causa:

– la violazione della riservatezza legata all’attività pastorale e al ministero sacro svolto nella chiesa mediante la diffusione di notizie conosciute in ragione del servizio;

– motivi o circostanze gravi e comprovate che rendano impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.

2. In caso di altre gravi mancanze e infrazioni, il sacrista potrà incorrere nelle sanzioni di richiamo e sospensione, fino al licenziamento, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 7 legge 300/70.

3. È fatto salvo il diritto del sacrista di ricorrere in devolutivo contro il provvedimento di licenziamento, secondo le modalità di cui all’art. 146.

4. In caso di licenziamento per motivi diversi da quelli previsti ai punti a) e b) del comma 1 del presente articolo, è fatta salva la facoltà del sacrista di ricorrere in sospensivo.

 

Art. 178 – Condizione di miglior favore

Sono fatte salve le condizioni di miglior favore, individuali o locali

 

Art. 189 – Scadenza del contratto

Il presente contratto decorre dal 1° gennaio 20114 e scade il 31 dicembre 20136 e si intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno, salvo disdetta di una delle parti contraenti inviata mediante raccomandata con avviso di ricevimento almeno tre un mesi prima della scadenza.

 

Art. 20 Previdenza integrativa

Le Parti convengono di aderire al fondo di previdenza integrativa denominato FON.TE e sottoscrivono il protocollo di intesa di cui all’all.1

 

Gli Enti che adottano il presente contratto devono essere iscritti alla F.A.C.I.

I lavoratori non iscritti alla FIUDAC/S cui si applica il presente contratto potranno versare la quota di sottoscrizione contrattuale di € 15,00, come da procedura di seguito indicata (all. 2), e senza che ciò coinvolga alcuna responsabilità del datore di lavoro.


 

ALL. 1

FON.TE

Fondo pensione complementare per i dipendenti da aziende del terziario, commercio, turismo e servizi

PROTOCOLLO D’INTESA SULLA COSTITUZIONE DEL FONDO DI PENSIONE COMPLEMENTARE

Le parti: • visto il decreto legislativo n. 124/1993 e successive modificazioni; • vista la Legge 8 agosto 1995, n. 335, di riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare;

preso atto

• che gli interventi realizzati per la ricerca del riequilibrio del sistema pensionistico obbligatorio rendono opportuna l’introduzione di forme di previdenza complementare rispetto a quelle contemplate dal regime pubblico; • che l’attuale assetto legislativo definito dal DLGS. 124/93 e successive modificazioni ed integrazioni sulla disciplina delle forme pensionistiche complementari evidenzia complessivamente un quadro di condizioni favorevoli per la costituzione di fondi pensione complementari attraverso strumenti di natura negoziale; • consapevoli delle necessità di assicurare una copertura pensionistica complementare agli addetti al culto dipendenti da Enti religiosi; convengono di istituire una forma pensionistica complementare, di natura negoziale, aderendo a FON.TE – Fondo pensione complementare per i dipendenti da aziende del terziario, commercio, turismo e servizi

.

Le parti presenti agiranno nei confronti del fondo, affinchè, negli atti regolamentari, venga recepita la presente adesione, riconoscendo pari dignità rispetto alle Organizzazioni fondanti. Le parti inoltre convengono sull’importanza strategica, in prospettiva, di destinare quote della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR alla previdenza complementare: • 1% a carico dei datori di lavoro; • 1% a carico dei lavoratori quale adesione minima; • 100% del TFR maturando. Tali importi saranno accantonati sulla base delle adesioni volontarie, nel Fondo a capitalizzazione individuale, secondo le norme e le disosizioni previste dagli organi di gestione di FON.TE,.

Sono esclusi i lavoratori già titolari di pensione o che ne matureranno il diritto durante la vigenza del presente contratto; per i lavoratori assunti a tempo indeterminato durante la vigenza del presente contratto e di età, all’atto dell’assunzione, inferiore ai 30 anni compiuti, le quote saranno non inferiori al 2%

 

 

 

All. 2

PROTOCOLLO SULLE MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLA TRATTENUTA

E DEL VERSAMENTO DELLA QUOTA DI SOTTOSCRIZIONE CONTRATTUALE

RICHIESTA DA FIUDAC/S AI LAVORATORI NON ISCRITTI, A SEGUITO DEL RINNOVO DEL CCNL 2014-2016

PER GLI ADDETTI AL CULTO SACRISTI

 

In data 2013

 

Fra la FACI e la FIUDAC/S

 

si conviene la seguente procedura esecutiva in ordine alla trattenuta e al versamento della quota di sottoscrizione contrattuale di 15,00 Euro a carico dei lavoratori non iscritti alla FIUDAC/S.

 

La materia in oggetto è di competenza esclusiva di FIUDAC/S e dei singoli lavoratori. Essa non comporta responsabilità ed iniziative per i datori di lavoro, che si limiteranno pertanto alla applicazione della procedura di trattenuta e versamento.

 

La procedura concordata tra le parti è la seguente:

 

  1. entro il mese di febbraio 2014, i datori di lavoro informeranno i lavoratori sulle modalità della sottoscrizione, consegnando unitamente alla busta paga il comunicato inerente la procedura di attuazione della trattenuta e del versamento della quota di sottoscrizione contrattuale richiesta da FIUDAC/S ai lavoratori non iscritti (Allegato A);

 

  1. entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento della busta paga del mese di febbraio 2014 i lavoratori che non vogliono aderire alla sottoscrizione lo comunicheranno per iscritto al datore di lavoro;

 

  1. il datore di lavoro provvederà ad effettuare la trattenuta di 15,00 Euro sulla retribuzione del mese di aprile 2014;

 

  1. i lavoratori assenti dal luogo di lavoro per qualunque motivo, potranno comunicare la loro non adesione nel termine dei 5 giorni lavorativi successivi al rientro in azienda. Fino ad allora la trattenuta resta sospesa;

 

  1. entro il mese di giugno 2014, il datore di lavoro dovrà versare le trattenute sul c/c n. presso intestato a FIUDAC/S a mezzo di bonifico bancario ordinario, specificando:

 

  1. la denominazione del datore di lavoro versante
  2. il luogo in cui essa svolge la sua attività;
  3. il numero complessivo degli aderenti alla sottoscrizione
  4. il numero dei dipendenti sacristi in forza;

 

  1. i dati e la documentazione relativa alla sottoscrizione saranno conservati dal datore di lavoro fino al settembre 2014 e successivamente potranno essere distrutti.

 

Le parti si impegnano a diffondere, con gli strumenti normalmente in uso, presso i propri associati e le strutture periferiche, gli allegati al presente protocollo.

A cura e spese di FIUDAC/S la presente procedura verrà pubblicata sul quotidiano Avvenire e sulla rivista Servire

 

 

FACI                                                                                                 FIUDAC/S

 

 

 


 

All. A

 

COMUNICATO AI LAVORATORI

In relazione alla sottoscrizione dell’Accordo di rinnovo del CCNL 2014 – 16 è stata convenuta la seguente procedura esecutiva in ordine alla trattenuta e al versamento delle quote di sottoscrizione contrattuale di 15,00 Euro a carico dei lavoratori non iscritti FIUDAC/S.

 

 

La procedura concordata tra FACI e FIUDAC/S è la seguente:

 

  1. entro il mese di febbraio 2014, i datori di lavoro informeranno i lavoratori sulle modalità della sottoscrizione, consegnando unitamente alla busta paga il comunicato inerente la procedura di attuazione della trattenuta e del versamento della quota di sottoscrizione contrattuale richiesta da FIUDAC/S ai lavoratori non iscritti (Allegato A);

 

  1. entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento della busta paga del mese di febbraio 2014 i lavoratori che non vogliono aderire alla sottoscrizione lo comunicheranno per iscritto al datore di lavoro;

 

  1. il datore di lavoro provvederà ad effettuare la trattenuta di 15,00 Euro sulla retribuzione del mese di aprile 2014;

 

  1. i lavoratori assenti dal luogo di lavoro per qualunque motivo, potranno comunicare la loro non adesione nel termine dei 5 giorni lavorativi successivi al rientro in azienda. Fino ad allora la trattenuta resta sospesa;

 

  1. entro il mese di giugno 2014, il datore di lavoro dovrà versare le trattenute sul c/c n. presso intestato a FIUDAC/S a mezzo di bonifico bancario ordinario, specificando:

 

  • la denominazione del datore di lavoro versante
  • il luogo in cui essa svolge la sua attività;
  • il numero complessivo degli aderenti alla sottoscrizione
  • il numero dei dipendenti sacristi in forza;

 

  1. i dati e la documentazione relativa alla sottoscrizione saranno conservati dal datore di lavoro fino al settembre 2014 e successivamente potranno essere distrutti.

 

 

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